Reverberating history: Pursuing voices and gestures in Luciano Berio’s music theatre

English: Discusses how connotative and performative implications of gesture prove crucial for Berio’s poetics of music theater. Focusing on his stage work throws into relief notable links with his vocal and instrumental compositions regarding gesture and a multifaceted notion of the voice. Polyphonic musical processes give rise to continuous sonorous gesturing in Berio’s work all the while calling performers and listeners to establish variable relations between sound and meaning. In their interactive movement in time and space, sound, word, and visual elements take part in a play of references and associations affecting diverse compositional dimensions. Through the examples of Outis and Cronaca del luogo, it is revealed how, especially in Berio’s late stage works, practices of composition and performance increasingly address both the dramaturgy of sound and the inference of gestural qualities. Such practices involve large-scale dramaturgical shaping, ensuing extensions of dialogical processes and of the sound-word-image relationship, experimentation with voice and instruments, and exploration of acoustic space including the use of live electronics. The polyvalent character of gesture, which constantly resonates with historical and social attitudes, is considered as well as performative aspects viewed in the light of the strong auto-reflexive moment as it runs throughout Berio’s music theater.


Italian: L’indagine mostra come aspetti connotativi e ‘performativi’ siano fondamentali per la poetica musicale di Berio sul teatro. Concentrandosi sull’opera scenica, l’analisi mette in risalto notevoli legami con l’opera vocale e strumentale concernenti il gesto e una sfaccettata nozione di ‘voce’. Processi musicali ‘polifonici’ danno vita a una continua gestualità sonora che nel teatro di Berio invita esecutori e ascoltatori a instaurare rapporti variabili fra suono e significato. In un movimento interattivo nel tempo e nello spazio, suono, parola ed elementi visivi entrano in un gioco di rimandi e associazioni con ripercussioni a vari livelli compositivi. Tramite gli esempi di Outis e Cronaca del Luogo, l’indagine rivela come, in particolare negli ultimi lavori teatrali, i procedimenti compositivi e interpretativi si indirizzino sempre più verso la drammaturgia del suono e le implicazioni connesse alla gestualità. Tali procedimenti comprendono formazioni drammaturgiche di più ampio respiro, conseguenti estensioni di processi dialogici e del rapporto suono-parola-immagine, sperimentazioni con voce e strumento, e l’esplorazione dello spazio acustico includendo l’uso dei live electronics. Lo studio tiene conto del carattere polivalente del gesto, che si ripercuote costantemente in atteggiamenti storico-sociali, come pure di aspetti ‘performativi’ alla luce del forte elemento autoriflessivo che percorre l’intera opera teatrale di Berio.

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