Riccardo Pecci

Una prassi alla ricerca di una teoria: Pizzetti e la Nuova teorica dell’armonia di Alberto Gentili

L’eclettismo del linguaggio musicale di Pizzetti, con le sue implicazioni etiche e drammaturgiche, rappresenta una sfida per l’analista. Forse qualche chiave utile a decodificarlo può arrivare dalle pagine dimenticate della Nuova teorica dell’armonia di Alberto Gentili, trattato pubblicato dall’editore torinese Bocca alla metà degli anni Venti e poi rielaborato negli anni della seconda guerra mondiale. Protagonista di una delle grandi storie “romanzesche” della ricerca musicologica (ovvero la scoperta e la rocambolesca acquisizione da parte della Biblioteca Nazionale di Torino di quei 27 volumi di manoscritti che hanno riacceso i riflettori sull’eredità artistica di Antonio Vivaldi), Gentili contribuisce con la Nuova teorica a quel movimento di rinnovamento degli studi e della pratica musicale fondato sul “ritorno all’antico” che aveva già trovato un manifesto significativo nello studio storico-critico di Pizzetti La musica dei Greci. Il saggio rilegge le soluzioni armoniche adottate da Pizzetti per le situazioni drammatiche che accompagnano lo spettatore alla calata di sipario del primo e del terzo atto di Fedra, utilizzando due concetti fondamentali della Nuova teorica: quello di “allusione” e quello di “polivocità armonica”.

The eclecticism of Pizzetti’s musical language, with its ethical and dramaturgical implications, is a true challenge for the analyst. A useful key to decoding it can perhaps be found in the forgotten pages of Alberto Gentili’s Nuova teorica dell’armonia, a treatise published by the Turin publisher Bocca in the mid-1920s and then reworked during the Second World War. Protagonist of one of the most fascinating stories of musicological research (i.e. the discovery and the bold acquisition by the National Library of Turin of those 27 volumes of manuscripts that turned the spotlight on Antonio Vivaldi’s artistic legacy), Gentili contributes with the Nuova teorica to that renewal of both musical theory and practice based on “early traditions”  that had already found a significant manifesto in Pizzetti’s historical-critical study La musica dei Greci. The essay reconsiders the harmonic solutions adopted by Pizzetti for the dramatic situations leading to the closing curtain of the first and of the third act of the tragedy Fedra using two fundamental concepts of the Nuova teorica: allusion and harmonic multivalency.

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