Susanna Pasticci

Il modernismo di Ildebrando Pizzetti

Il saggio propone una rilettura dell’esperienza artistica di Ildebrando Pizzetti nel quadro del modernismo musicale novecentesco. Nella prima parte vengono messi in discussione presupposti e metodi della narrazione storiografica che negli ultimi decenni ha orientato la ricezione della sua musica: il mito della “generazione dell’Ottanta”, l’epica del nazionalismo, l’apologia delle avanguardie, le interazioni tra storia e memoria, i rapporti di Pizzetti con il fascismo. La seconda parte si concentra sulla dialettica tra estetica e tecnica compositiva, per rintracciare i segni di una vocazione modernista nella sua prassi creativa, attraverso l’analisi di alcune opere (Concerto dell’estate, Sonata in La per pianoforte e violino, Assassinio nella cattedrale e Dèbora e Jaéle). L’analisi degli autografi e degli abbozzi di Pizzetti, che in questo studio vengono presi in esame per la prima volta, consente di mettere in luce l’attitudine sperimentale della sua ricerca espressiva e i tratti più originali della sua scrittura: la “prosa musicale”, la tecnica delle varianti, la costruzione a blocchi, le interazioni dialettiche tra testo, musica e spazio scenico, la negazione della temporalità lineare e la funzione strutturale dei segni drammatico-musicali.

This paper proposes a new interpretation of Ildebrando Pizzetti’s artistic experience within the framework of twentieth-century musical modernism. The first part questions the premises and methodologies underlying the historiographic narrative that in recent decades has shaped the reception of his music: the myth of the “generazione dell’Ottanta”, the epic of nationalism, the apologia of the avant-garde, the dialectic between history and memory, and Pizzetti’s connections with Fascism. The second part focuses on the dialectic between aesthetics and compositional technique, in order to retrace the signs of the composer’s modernist attitude in his artistic praxis through the analysis of the following works: Concerto dell’estate, Sonata in A for piano and violin, Assassinio nella cattedrale and Dèbora e Jaéle. The analysis of Pizzetti’s autographs and compositional sketches, examined here for the first time, sheds light on his strong experimental approach and the most original features of his style: “musical prose”, variant technique, block construction, dialectical interactions between text, music and stage space, the refusal of a linear temporality and the structural role of musico-dramatic signs.

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