English: Innovative composition that explodes conventional ideas always involves, to a certain extent, a redefinition of what music is. This is equally, and especially, true of Luciano Berio. It is apparent first of all in the fabric of his music, its specific sound and form. But it is no less apparent in his concept of the individual instrument or the combination of instruments in an ensemble or an orchestra. In Berio’s case, instruments and their combination(s) are no longer simply a vehicle for the presentation of music: they themselves are made the object of the compositional process or reflection. The term instrument is meant here not to designate only to a sound-generating object with particular physical qualities or predefined forms of sound generation, but as a social fact that is subject to historical change. Berio’s concept of musical instrument is reconstructed, Helmut Lachenmann’s musique concrète instrumentale, representing an almost complete break with the past (as in Pression for one cellist, 1969) is confronted with Berio’s concept, which relies on a dialogue with the history of the instrument (as in Sequenza VIII for violin, 1975–76), Berio’s thesis that communication with the past is lost when an instrument is reduced to a mere sound generator is questioned: works thus conceived that enter the concert repertoire establish nonetheless a communication with history, albeit on a different level.


Italian: Una composizione innovativa che fa esplodere idee convenzionali implica sempre, entro certi limiti, una ridefinizione del cosa sia la musica. Questo è ugualmente e specialmente vero per Luciano Berio e si evidenzia prima di tutto nel tessuto della sua musica, nel suo suono, nella sua forma. Ma non meno apparente è nella sua ‘concezione’ dello strumento individuale o della combinazione di strumenti in ensemble o formazioni orchestrali. Nel caso di Berio, gli strumenti e la loro combinazione non sono semplicemente un veicolo per la presentazione della musica: essi stessi costituiscono l’oggetto di un processo o una riflessione compositiva. Per «strumento» si intende qui non soltanto un oggetto che genera dei suoni, con qualità fisiche particolari o forme predefinite di generazione del suono, ma un «fatto sociale» storicamente mutevole. Nel presente testo 1) si ricostruisce il concetto beriano di strumento musicale – qualcosa che non può «essere realmente cambiatfo], né distrutt[o] e neppure inventat[o]»; 2) si opera un con¬fronto tra la musique concrète instrumentale di Helmut Lachenmann, che rivela una rottura con il passato pressoché totale (esempio: Pression per violoncello solo, 1969), e la posizione di Berio, fondata su un dialogo con la storia dello strumento (esempio: Sequenza Vili per violino, 1975-76); e 3) si mette in discussione la tesi di Berio per la quale la comunicazione con il passato è perduta laddove uno strumento sia ridotto a semplice generatore di suoni: anche quando brani così concepiti entrano nel repertorio concertistico, essi nondimeno comunicano con la storia, sebbene su un livello differente.

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